martedì 11 dicembre 2012

Intervista a Enzo Tedeschi,INTERNATIONAL DJ PRODUCER.




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Oggi vi presentiamo una figura emergente della  "Deep Tech House", conosciuta oramai in giro per l'Europa;
produttore di musica, dj, e ora, proprietario di un' etichetta ,
Enzo Tedeschi, 
nato a Napoli, classe '79, ha girato club, feste, e magazzini underground per quasi 20 anni e numerosi eventi a Napoli, 
in Italia e a Londra, Regno Unito.

 Noi di On Magazine abbiamo avuto la possibilità di fargli alcune domande 
per scoprire meglio la sua personalità e il suo stile.
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tr.
Today we present an emerging figure of the "Deep Tech House", now known around Europe;
  music producer, dj, and now the owner of a 'label
Enzo Tedeschi,
born in Naples, class '79, turned clubs, parties, and underground storage for almost 20 years and numerous events in Naples,
in Italy and in London, UK.

  We On Magazine we had a chance to ask him some questions
to discover more about his personality and his style.


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I. Parlaci un pò degli inizi della tua carriera , dalla tua adolescenza.
-Da adolescente ho frequentato un Istituto Tecnico Commerciale della provincia di Napoli dove ho
lasciato gli studi al quarto anno ed ho iniziato a lavorare in ufficio dell’azienda di famiglia che
attualmente continua a produrre alcune delle piu’ belle scarpe da donna del mondo per uno dei
piu’ grandi stilisti di tutti i tempi di cui ovviamente, non posso fare il nome...
Pur lavorando sodo tutti i giorni sono sempre riuscito a mantenere i miei impegni con la musica,
sono stato sempre costante ed ho speso ogni giorno il mio tempo libero in studio dopo il lavoro,
in compagnia dei miei amici si sempre ed oggi colleghi Salvatore D’Agostino ed Elio Mozzillo aka
"BiteOfire" che voglio ricordare sono apparsi anche sulla compilation Ushuaia Club Mix
dell’estate scorsa nonche’ su diverse note record labels tra le quali voglio ricordare la Classic
Records, Apparel Music e la nuova ITH, formalmente extra nota a tutti come Defected In The
House. Nella seconda meta’ degli anni novanta passavamo la maggior parte del nostro tempo
libero ad ascoltare i vinili che riuscivamo a comprare e cercare di registrare il piu’ bel Mixtape di
tutti i tempi mixando i dischi acquistati che piu’ si erano dimostrati convincenti ai party tra amici e
piccoli club locali, convincenti negli ultimi mesi di ricerca e prove nel mixare.


I. Quando hai capito che la tua passione per la musica era ormai diventata una professione?
-Credo di averlo capito fin da bambino, verso la fine degli anni ottanta ma soltanto dopo molti anni
ho finalmente intrapreso la carriera artistica.
Ho capito che e’ diventata una professione solo quando abbiamo lanciato il progetto No-Attitude
a Londra, e dopo aver attirato l’attenzione dell’industria dei club con il mio primo vero progetto.


I. Come nasci artisticamente e quando?
-Se mi aveste fatto la stessa domanda 10 anni fa la risposta sarebbe stata completamente errata
dato che nonostante facessi già' il dj da diversi anni non ero ancora pronto ad essere un artista
nel campo della musica dance elettronica ma, come tanti giovani, credevo di esserlo.
Sono diventato un artista quando ho capito chi e cosa e' un artista.
Circa 8 anni fa, e dopo aver trascorso un decennio con i miei dischi, mi sono trasferito a Londra
per capire di piu' il meccanismo inquietante dell'industria musicale e solo dopo qualche anno qui
in Gran Bretagna sono riuscito a crescere professionalmente, grazie soprattutto all'aiuto di
esperti del settore.
Fatta questa premessa, credo di essere nato come artista solo 2 anni fa, quando alcuni tra i piu'
grandi promotori di musica dance di città' importanti come Londra, Berlino, Napoli ed Ibiza hanno
cominciato a riconoscermi come tale ed io sono finalmente riuscito a definire il mio sound, o
meglio il sound delle mie dj performance.
Avevo finalmente in mano il mio primo progetto.




I. Qual è stato il tuo primo progetto musicale e/o Etichetta?
-La mia prima ed unica etichetta e' la No-Attitude Recordings, nata nella primavera di quest'anno
dopo aver precedentemente lavorato con delle altre etichette discografiche indipendenti di base
a Londra, dove ho appreso ed applicato le prime nozioni riguardanti questo settore.
Con No-Attitude Recordings proponiamo un sound Deep House.
Tuttavia, ho in programma di incrementare il numero delle uscite presenti sul nostro catalogo
con diverse produzioni che possono essere considerate piu' "Dirty & Tech" ma sempre
mantenendo sonorità Deep.

I. Quali ritieni siano i principali elementi della tua ricerca musica , e del tuo stile?
-Il mio stile musicale e’ "Deep Tech House" ed e’ influenzato soprattutto dal gusto musicale dei
giovani che oggi si affacciano alla scena musicale underground di Londra
la quale offre una vera visone mondiale del panorama musicale e mi permette di ascoltare e
provare tante novita’ in anteprima oltre a vedere la nascita di molti dei trend artistici e di moda
che poi influenzeranno il resto del mondo.
Credo che se dovessi descrivere in percentuale l’etnia di un campione di 100 persone prese a
caso in un noto club di Londra durante una serata di musica elettronica il risultato sarebbe: 45%
Italiani, Spagnoli e Francesi; 30% Britannici; 10% Brasiliani e Portoghesi; 13% Asiatici; 2%
U.S.A. ed Australiani.


I. Cosa cerchi di comunicare a coloro che ascoltano i tuoi pezzi?
-I miei principali obiettivi nel creare musica sono due: il primo e’ quello di comporre le melodie
che mi nascono all’interno. Il secondo e’ quello di ultimarle in modo tale da suscitare l’interesse
del pubblico che ascolta.


I. Come ti comporti innanzi ad un apprezzamento poco gradevole su un tuo lavoro?
-Sono una persona fortunata e la gente mi sorride quindi ad essere sincero, il peggior
apprezzamento che ho ricevuto finora e' stato del tipo: "si bella traccia ma, non e' il mio stile"!
Credo ci sia sempre una parte del pubblico che non preferisce quello che fai e che le opinioni
spesso fredde e crudeli di quelle persone siano molto importanti, ancor piu’ degli apprezzamenti
degli amici, che tante volte si ritrovano a supportare in buona fede il proprio amico artista senza
mai criticare la sua arte quando invece, spesso, una critica costruttiva su un suo lavoro, lo
aiuterebbe nella sua crescita artistica.


I. Cosa pensi del momento attuale della musica?
-Da una parte, sembra conquistare sempre più spazi di visibilità, gli eventi, i locali, attirano
migliaia di utenti, dall'altra, si fa la solita fatica nel lavoro quotidiano: le musiche guidano spesso
le scelte degli eventi, ma i budget, dicono, sono quelli che sono. Tu cosa pensi.
Gli eventi nel mondo sono sempre di piu’ poiche’ oggi nell’industria musicale si guadagna solo
con le serate e non piu’ con la vendta di musica come ormai tutti sanno.

In Italia i promoter di eventi pagano migliaia di euro per artisti che costerebbero invece la meta’
per una performance a Londra e preferiscono non investire anche solo un decimo del prezzo
pagato per un artista famoso per un nome nuovo ed ancora sconosciuto al proprio pubblico.

Solo pochi intenditori purtroppo, solo pochi quelli che ascoltano nuove proposte e che investono
il loro tempo nella vera ricerca di nuovi artisti.
I promoters quindi, dovrebbero guardare a nuovi artisti e budget minori e da parte delle giovani
organizzazioni come la No-Attitude, bisogna lavorare sodo poiche il mercato richiede tanto
lavoro prima che il meccanismo dei bookings per le serate nei club di tutto il mondo sia
accessibile ai nuovi talenti.
Alla No-Attitude Recordings lavoriamo veramente tanto per consentire ai nostri artisti di apparire
agli eventi della capitale inglese come anche siamo apparsi, per il momento solo
occasionalmente, in alcune delle piu’ importanti citta’ del mondo per la musica dance elettronica.
Vorrei ricordare che recentemente la No-Attitude Recordings e’ stata invitata a partecipare
all’evento per l’ottavo compleanno della nota compagnia di eventi londinesi Jaded, con uno
showcase nella Room 3 della magnifica Warehouse chiamata The Sidings in London Bridge,
che ha visto protagonista il nostro nuovo progetto Mustache Wax, insieme agli acclamati
BiteOfire, Sal Goodman, Vincenzo Perez ed eightBitRate mentre nelle altre due sale si
alternavano Ellen Allien, Stephan Bodzin, Speedy J, Raymundo Rodriguez ed altri affermati dj locali.



I. In questi anni stiamo assistendo ad un calo generale degli afflussi nelle discoteche.
Quale secondo te e’ il motivo principale? Avresti una soluzione?
-Il mondo delle discoteche e' cambiato tanto dai tempi dello Studio 54 di New York ai giorni nostri
ed al Berghain/Panorama Bar di Berlino ma, l’esperienza di tanti anni spesi a ricercare le serate
piu’ alternative ed esclusive mi riconduce sempre al concetto fondamentale che secondo me e’
dietro il fascino dell’esclusivita’ di alcune serate di musica nei suddetti club, ed e’ il concetto e
quello di “club”.
Il club e’ quel posto o ritrovo per persone che condividono degli stessi interessi e si ritrovano
appunto per condividere ed approfondire i propri interessi che possono essere relativi alla
conoscenza, all’educazione, alla sperimentazione, alla teoria ed alla pratica di uno o piu’
argomenti e/o soggetti ritenuti di comune interesse in quel dato club. Quello che credo abbiano
in comune il Berghain di Berlino oggi e lo Studio 54 di New York di fine anni 70 e’ propio che
entrambe possono essere ritenute serate “club” ed entrambe con una selezione all’ingresso per
garantire che tutti i “clubbers” all’interno si sentano al proprio agio e circondati di persone con
interessi simili ai propri.
Se mi chiedeste quanti club conosco nel mondo la mia risposta potrebbe deludere le vostre
aspettative di me come un veterano dei club del mondo. Purtroppo non vedo i promoter portare
avanti questo concetto e quindi l’afflusso e l’interesse delle persone diminuisce sempre di piu’
perche’ il “clubbing” se non interessante, diventa noioso.


I. A quale gruppo o generazione di producers musicali, se ce n'è uno/a, pensi di appartenere. 
Riconosci qualche maestro, qualche modello di riferimento?


-Io ascoltavo Giorgio Moroder ed i  Kraftwerk  quando ero un bambino poiche’ i miei genitori
ascoltavano quella musica, come anche dischi di musica degli anni della dolce vita italiana di
Fellini e del grande Elvis.
 Ricordo vagamente la maggior parte delle canzoni classiche 
napoletane come anche quelle di artisti come Rita Pavone e Gianni Morandi, ovviamente la 

Rettore ed il David Bowie italiano, Renato Zero.

 Ricordo persino di suonare al Jukebox Electrica 

Salsa del famigerato gruppo OFF composto dal noto dj e showman Sven Vath e da due dei tre 

membri del gruppo SNAP! Michael Munzing e Luca Anzilotti il cui progetto esplodera con il single 
"The Power."


Tanti riferimenti, molti maestri ma soprattutto ho partecipato attivamente a tanti movimenti
musicali dai primi anni novanta ad oggi, toccando diversi generi dalla musica hip hop e la
dubstep alla musica house e la techno.


I. A proposito di produzioni, qual è la situazione del mercato discografico italiano rispetto a 
quello estero?
Questa e' una domanda per un esperto in matematica statistica, io purtroppo posso parlare di
questo punto facendo conto della mia modesta esperienza e posso dire che trovo che i
produttori italiani da decenni imitano i produttori stranieri e che i pochi che hanno intrapreso una
loro strada come Giorgio Moroder verranno riportati e studiati nei libri di scuola, ma forse solo
all’estero...


I.E ovviamente le tue serate che continuano sia in Italia che all'estero, suppongo?
Giusto poche settimane fa ero in Room 1 del famoso Fabric Club di Londra per WetYourSelf! e devo dire che credo non finira' mai l'emozione che provo davanti ad un grande pubblico… Napoli, Londra, Berlino, molto presto in Portogallo ed ancora Spagna di sicuro come lo scorso mese di Ottobre dove nella citta’ de La Coruna ho trovato un accoglienza degna del grande popolo spagnolo, quale calorosa e sempre pronta alla “fiesta”… 
La scorsa settimana due appuntamenti in Italia, Venerdi 7 Dicembre al WOO! di Napoli con il grande Marek Hemmann che purtroppo per motivi dovuti al maltempo e’ stata rimandata, e Sabato 8 Dicembre sono stato ospite al di Ave Nocturna al Moon Club di Varese un club vero e proprio di circa 200 persone di capienza e che e’ stato magnifico, tanta bella gente ed un’atmosfera che sempre piu’ raramente incontro nei club piu’ grandi.


I. Tu sei più legato alla old school o ti sei fatto influenzare dalla tecnologia.
Il mondo senza la tecnologia non va piu' avanti e se io mi fermassi ai concetti della "Old School"
non credo avrei un futuro sicuro. Continuo a produrre vinile per la mia etichetta di tanto in tanto,
ma e’ solo per passione, riusciamo ad ottenere dei grandi risultati di qualita’ audio anche con le
nostre release in digitale con le quali i dj possono fare affidamento alla qualita’ del prodotto anche
usando DJ Software come i noti Traktor e Sarato.


I. Tra i tuoi lavori, quale ti ha reso più fiero.
Sicuramente sono fiero di tutti i miei lavori. Se tornassi indietro pero’ eviterei le prime tracce
pubblicate in fretta e senza dare il massimo che potevo.


I. Cosa pensi delle nuove tecnologie e in particolare di internet come mezzo mondiale di
comunicazione.
Internet ha aperto le porte del mondo a tutti ma ha anche aperto le porte delle nostre case alle
compagnie che raccolgono dati e creano statistiche per globalizzare sempre di piu' il nostro stile
di vita ed indirizzarci a fare determinate scelte invece che altre. Fate attenzione.I. Cosa è cambiato in te oggi, rispetto al passato.
Oggi a differenza di qualche anno fa mi ritengo un artista.
In passato sono rimasto sempre confuso riguardo a cosa puntare per la mia carriera
professionale, oggi so quello che voglio e capisco come fare per ottenerlo raggiungendo nuovi e
migliori risultati ogni giorno che passa.I. Quali sono le tue collaborazioni attuali?
In questo momento collaboro con diversi gruppi di promozione in giro per il mondo con i quali
stiamo creando un progetto per tutelare e garantire la qualità della musica elettronica nel futuro e
per il futuro della musica elettronica.


I. Cosa consiglieresti alla miriade di ragazzi che sognano di diventare futuri dj's producers.
Studiate musica non l'economia aziendale ed il diritto civile, imparate a guadagnare nel settore
fin da molto giovani e non rimanete nell'ombra, provate.


I. Il tuo ultimo progetto... A cosa stai lavorando adesso.
Sto lavorando a diversi EP, ma spendo sempre piu’ ore alla progettazione del suond del mio
primo album che uscira’ nel 2013. In esclusiva vi dico che il titolo sarà "Booming Impressions
and Lights Reflections", ed e’ un progetto innovativo che mischia le classiche caratteristiche dei
ritmi 808 e 909 alle frequenze basse della dubstep moderna ed house moderna, watch out!




 















sabato 1 dicembre 2012

La nuova proposta del nuovo stadio di Napoli: ecco i renderig!



nuovo stadio ponticelli 3Qualche settimana fa alcune delle grandi imprese del campo dell'edilizia, ha presentato un innovativo piano sia per ristrutturare il mitico Stadio San Paolo di Fuorigrotta, per costruire un nuovo grande impianto a Ponticelli, nella zona orientale della città. Il modello di riferimento per il nuovo impianto è quello dell’Allianz Arena di Monaco e qualificherà l’intera città rendendo disponibile uno stadio di gran livello per gli avvenimenti sportivi che vi si svolgeranno.


La ristrutturazione del San Paolo


Si prevede un importante recupero delle linee architettoniche rifacendosi al progetto originale dell’architetto Cocchia superando così i lavori di Italia 90. Diventerà un impianto a disposizione della città adatto a manifestazioni sportive “minori” quali l’atletica, il rugby, il calcio femminile ecc..  anche perché potrà contenere al max 35mila spettatori. Sarà ristrutturato anche tutto piazzale Tecchio e conterrà vaste aree per negozi e per sviluppo commerciale per ben 14.000 mq. Saranno creati e/o ristrutturate numerose aree per box di pertinenza e per parcheggi interrati.

Il progetto punta ad un impianto che funzioni 7 giorni su 7 con attività di ristorazione, intrattenimento e, addirittura una grande Casa della musica di 8.000 mq. E’ prevista anche la ristrutturazione dell’area ex Feltrinelli per la realizzazione del più grande parco urbano cittadino.  Naturalmente  saranno realizzati  parcheggi, spazi pubblici, negozi e ben 16.000 mq di aree verdi.


martedì 27 novembre 2012

NIKE SOCIAL AND BROWSER SHOES










NIKE SOCIAL AND BROWSER SHOES



Dopo le Adidas Facebook , Nike contrattacca con due modelli di scarpe customizzate sui loghi di Firefox e Twitter.  Assieme a quello di Super Mario fanno un tris eccezionale!


tr.
After the Adidas Facebook sneakers, Nike counters with two models of customized shoes with Firefox and Twitter brand. With the Nike Super Mario make a great trio!

lunedì 26 novembre 2012

PRO STREET NAPLES!


<<PRO STREET NAPLES&theCities!>>







Se  pensi già a una scarpa e hai timore a fare il salto per continuare a leggere…beh ti sbagli. 
Non si parla di sneakers, ma di sport, attività e celebrazioni!
Pro Street è il nome del nuovo progetto, il gioco che celebra la creatività originale dei quartieri delle maggiori città europee invitando tutti a mostrare le proprie movenze e i propri esercizi.
Dall’inizio di settembre, Converse sta portando Pro Street in sette città europee con culture molto diverse tra loro, entrando nei quartieri di Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Amsterdam, Milano e Napoli.
Il progetto consiste nel piazzare in alcuni dei luoghi di queste città delle telecamere, che serviranno a riprendervi e a dimostrare al mondo quanto la strada sia veramente il vostro terreno naturale d’espressione.
Ballerini, skaters, rappers, giocatori di basket, ma non solo: chiunque può esprimersi come preferisce.
La creatività di chiunque voglia partecipare ed esibirsi. Le telecamere a Milano si trovano in Gratosoglio, Lampugnano, Parco Lambro e Parco Sempione. I video verranno poi uploadati sul sito di PRO STREETS :www.prostreets.com.
I partecipanti e i loro amici potranno rivedere e promuovere i video preferiti online, e alla fine del gioco Converse festeggerà le città, i quartieri e i partecipanti che avranno dimostrato di possedere il talento più speciale.
Pro Streets nasce dalle sneakers Converse Pro Leather e dagli innovatori che le indossano.
Come il primo modello di moderne scarpe da basket rese note in tutto il mondo nel 1976 da alcuni dei più grandi giocatori di basket di allora, incluso Julius “Dr. J” Erving, le Pro Leather sono conosciute e riconosciute non solo per la loro vita sui campi sportivi ma anche per la più ampia street culture che le circonda.
L’ultimo modello di Pro Leather continua a riflettere in ogni città del mondo questo vibe di creatività individuale. Dallo sport all’arte, alla musica e allo stile, le Pro Leather Suede celebrano la cultura nata per strada, che ispira i movimenti degli innovatori di oggi a lasciare un’impronta veramente unica.
NAPOLI*>



martedì 20 novembre 2012

VITRIOL, ultimo film con cast tutto Napoletano!






Napoli, giorni nostri. L’avvincente ricostruzione di una vera ricerca documentaristica sulla Napoli esoterica degli ultimi due secoli del secondo millennio. Lola e Davide intraprendono un ambiguo cammino all'interno della loro città, fatto di scoperte archeologiche, discese in cunicoli sotterranei e ritrovamenti misteriosi. Tutto alla ricerca di un antico ordine occulto fondato dal principe alchimista Raimondo de Sangro, l'Ordine Osirideo Egizio. Quando ci si addentra in oscuri enigmi l'unica fonte di luce è "se stessi": V.I.T.R.I.O.L.

Vi faremo sapere se ne vale la pena andare a vederlo!!
STAY TUNED!


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Naples today. The fascinating reconstruction of a real documentary research on the Naples esoteric of the last two centuries of the second millennium. Lola and David engage in an ambiguous way within their city, made of archaeological discoveries, descended into underground tunnels and finds mysterious. All in search of an ancient occult order founded by Prince alchemist Raimondo de Sangro, the Order of Osiris Egyptian. When we enter the dark riddles the only source of light is "self": VITRIOL

We will let you know if it's worth it to go see it!
STAY TUNED!




giovedì 8 novembre 2012

MAISON MARTIN MARGIELA PER H&M, TUTTI I PEZZI E... I PREZZI!


       



               
Maison Martin Margiela per H&M

Dopo tante attese e pubblicità un anno prima o quasi il 15 novembre nei negozi H&M di tutto il mondo e online, sarà presentata l'attesa collezione nata dall'incontro tra il colosso svedese della moda low cost e la misteriosa griffe dall'appeal superintellettuale MARTIN MARGIELA.

Considerato un nome di riferimento nel campo della moda d'avanguardia, lavora sul concetto della decostruzione degli abiti per dare loro nuovi significati, rifacendosi alla libertà sartoriale degli anni '70 piuttosto che allo standard conservatore degli anni '80 in cui inizia la sua carriera e privilegiando la creatività e il recupero anziché seguire un'idea di moda come lusso e ostentazione. 

Decostruzione degli abiti significa ad esempio tagliare e rimontare insieme parti di abiti vecchi, mettere in mostra fodere e parti interne, staccare e rimontare le maniche in modo nuovo. Questa concezione riprende ed amplia la pratica del punk e dello street style del tagliare e strappare t-shirt e jeans. I colori dominanti nelle sue prime collezioni sono colori potenti come il nero, il bianco e il rosso.

Ha svolto i suoi studi presso la Royal Academy of Fine Arts ad Anversa fra il 1977 e il 1980. Ha lavorato dapprima come designer freelance, in collaborazione con stilisti come Jean-Paul Gaultiere, dal 1988, su collezioni proprie.

Ha collaborato con molti artisti di fama mondiale tra cui , la pop star italoamericana Lady GaGa.

Lo ritroviamo oggi con questa sorprendente collaborazione con il brand low cost H&M che ci regalerà la realizzazione di un piccolo sogno per le fashion addicted, ovvero avevre nei nostri armadi un capo firmato dal superintellettuale Martin.

martedì 16 ottobre 2012

Joji Kojima Jewelry

Joji Kojima Over-the-top dei glamour designer in Giappone, crea una serie di gioielli macabri!

Non contento del solo e semplice semplice modo di intendere il "macabro", Joji basa le sue creazioni pesantemente ingioiellate, su riferimenti barocchi e over-the-top del feticismo, con un tipo di lavorazione artigianale di solito riservata.La sua produzione spazia molto da catena d'oro sfavillante a muso di coniglio e cappelli fatti di denti cristallizzati.

Nato in California, Kojima ha studiato graphic design alla Tama Art University, affinando il suo talento mentre assisteva il marchio moda, Yoshiko Creation Paris.
Il brand diventa importante quando Lady Gaga ha fatto un'apparizione ospite su Music Japan indossando un copricapo nero a ombrello di Yoshiko dal titolo "B-612" (dalla raccolta Le Petite Prince)." Più tardi quando Kojima introdusse il brand all'Hotel Gluttony, la celebrità Lady Gaga aiutò a catapultarlo nel successo,
indossando la sua maschera di maglia di catene sulla copertina del suo album "The Fame Monster".





venerdì 12 ottobre 2012

Vans Campbell Rulez!




Ogni giorno mi stupisco più innovazione nelle calzature. Non si dice perché ha subito una notevole evoluzione nello stampaggio scarpa e forma, che è sicuramente quasi tutta composta, ma continuano a sorprendere in tutta comodità e, soprattutto, l'estetica. Oggi abbiamo visto scarpa stampa tutti i colori possibili e tutto, e oggi dobbiamo aggiungere a questi un altro .
Il famoso marchio Supreme ha realizzato una nuova collezione di scarpe per le Vans marchio sotto il nome dellacollezione Vans Campbell Soup, che, come dice il nome, si ispirano al mitico quadro di Andy Warhol lattine di zuppa Campbell, che molti li porterà ai loro figli.

Vans Campbell's Soup Collection
All'interno di questa piccola linea abbiamo trovato due tipi di calzature. Come ben si vede nelle immagini, sono realizzati in due modelli: la sneaker classica da un lato e dall'altro la scarpa alta alla caviglia per coloro che preferiscono andare con la scarpa più legata al piede. Inoltre, all'interno di queste due diverse versioni si possono trovare due colori: bianco e nero e se modificare l'aspetto della scarpa solo bisogno di cambiare il colore dei lacci.
Non sono ancora in vendita ma si prevede di lanciare in primavera ed estate di quest'anno.


tr.




Every day I am amazed more innovation in footwear. You do not say because it has undergone a remarkable evolution in the shoe molding and form, that is certainly almost all made up, but continue to surprise in comfort and, above all, aesthetics. Today we saw shoe prints all possible colors and everything, and now we must add to these another.


The famous brand Supreme has designed a new collection of shoes for the Vans brand under the name of the collection Vans Campbell Soup, which, as the name suggests, are inspired by the mythical picture of Andy Warhol's Campbell's soup cans, which many will take them to their sons.


Vans Campbell's Soup Collection

Within this small line we found two types of footwear. As we can see in the pictures, are available in two models: the classic sneaker from either side of the high ankle shoe for those who prefer to go with the shoe tied to the foot. Moreover, within these two different versions can be found in two colors: black and white and whether to change the look of the shoe just need to change the color of the laces.

Are not yet for sale, but is expected to launch in the spring and summer of this year.




mercoledì 26 settembre 2012

_Meeting Giuseppe Greco _



Giuseppe Grecoclasse '79, napoletano, il suo approccio alla fotografia inizia a 6 anni. Successivamente matura questa passione grazie anche agli studi in Architettura.
 Attualmente collabora  con diverse agenzie italiane ed estere; GETTY IMAGES, SIMEPHOTO e CUBO IMAGES.
Sono stati pubblicati suoi scatti  in diverse  riviste italiane specializzate nel settore dei viaggi e fotografia di interni come: Bell'Italia, Tu Style, Io Donna, Donna Moderna, Yacht & Sail, Atmosfere d'Italia.
É senza dubbio uno dei nostri fotografi italiani preferiti e non ci siamo fatti scappare l’opportunità di fargli qualche domanda sul suo lavoro e sui prossimi progetti che lo vedranno protagonista. Ecco cosa ci ha raccontato.



- Che cos'è per te la fotografia.

Per me la fotografia e' raccontare attraverso immagini storie,emozioni,passioni.La fotografia credo che semplicemente sia un racconto della realta' che ci circonda,e chi sa fotografare,sa dire,parlare attraverso un 'immagine.


- Qual è stato il primo corpo macchina utilizzato e l'attuale.

Il primo corpo macchina usato e' stata una 400d Canon, attualmente lavoro con una Canon Eos 5d ed una 5d Mark II.


Quali ritieni siano i principali elementi della tua ricerca, del tuo stile.
I principali elementi dei miei lavori sono il paesaggio in chiave onirica e minimalistica e le geometrie che ricerco assiduamente nei miei lavori. 
Credo che con le immagini si deve cercare di raccontare e rappresentare tutto ciò che ci circonda con uno stile che sia riconoscibile e attragga l'attenzione di chi guarda. Accetto sempre con autocritica un giudizio negativo in quanto ritengo che dai pareri negativi si debba partire per migliorarsi sempre.


-Negli allestimenti delle tue mostre ti rivolgi spesso anche ad altri professionisti : un bravo fotografo, dunque, è anche capace di lavorare in équipe?
Per quanto concerne una mostra o un allestimento cerco di curare per quanto possibile tutti gli aspetti,ma a volte mi e' capitato di rivolgermi anche ad altre professionalità per degli aspetti specifici; in ogni caso credo che in questo caso possa essere appropriato un lavoro di equipe.


Cosa pensi del momento attuale della fotografia? Da una parte, sembra conquistare sempre più spazi di visibilità, le mostre, attirano migliaia di visitatori. Dall'altra, si fa la solita fatica nel lavoro quotidiano: le immagini guidano spesso le scelte delle riviste, ma i budget, dicono, sono quelli che sono. Tu cosa pensi.
Il momento che stiamo vivendo per quanto concerne la fotografia e' molto complicato,e questo naturalmente non sono io a dirlo,tutti ormai possono accedere facilmente alla fotografia,e questo in realta' credo sia positivo,ma troppo spesso ormai si vedono troppi fotografi e poche fotografie.
Bisognerebbe che ci sia maggiore autocritica e piu' richiesta di professionalità anche da parte dei fruitori.




Poi c'è la committenza privata o pubblica. Qual è la tua esperienza.

Riallacciandomi al discorso di prima dico che la committenza potrebbe far cambiare la storia,ma purtroppo non e' così.

Spesso e volentieri si cerca di speculare su giovani inesperti e poco professionali svilendo purtroppo la professione.


A quale gruppo o generazione di fotografi, se ce n'è uno/a, pensi di appartenere. Riconosci qualche maestro, qualche modello di riferimento?

Non credo di poter dare una definizione di gruppo o generazione di fotografia  cui appartengo,ma come riferimenti da citare credo ci siano Steve McCurry che ritengo il migliore fotografo in senso assoluto,George Steinmetz per le sue immagini aeree.


- Quanto è importante per te la tecnica.
La tecnica, non credo sia indispensabile per poter raccontare e quindi fotografare, anche se tutto e' cambiato col digitale, come nella realta', tutto va in modo piu' veloce e tutto si racconta probabilmente in modo diverso. 
Credo che un buon mix di sensibilita' e tecnica sia l'optimum.



   - Prediligi il bianco e nero, ma usi anche il colore...o viceversa?

Nei miei lavori prediligo decisamente “il colore”, ma non disdegno di usare il bianco e nero qualche volta, dipende dal lavoro.





- Tra i tuoi lavori, quale ti piace citare in particolare.
In particolare tra i lavori che preferisco di sicuro ci sono come gia' ho accennato in precedenza, quelli di paesaggio e nello specifico una serie di lavori sul mare d'inverno.





- Utilizzi solo le potenzialità del digitale o usi anche la pellicola?
Prediligo per il mio lavoro il digitale e uso anche polaroid. No, pellicola non ho ancora avuto approcci. ho da subito approcciato con una digitale...


 - A cosa stai lavorando adesso.
In questo periodo sto progettando una mostra che faro' in inverno sulla mia isola (Ischia) e ad un progetto di foto paesaggistica con polaroid.
















 

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