Passa ai contenuti principali

“She come to them”, Diane Arbus docet



Diane Arbus nata New York14 marzo 1923 – Greenwich Village26 luglio 1971 è stata una fotografa statunitense di origini russe.

Diane Nemerov nasce il 14 marzo 1923 in seno ad una ricca famiglia Ebrea di New York proprietaria della catena di grandi magazzini Russek's. Il padre è David Nemerov e la madre Gertrude Russek. È la seconda di tre figli. Il fratello maggiore, Howard Nemerov, più grande di Diane di tre anni, diventerà noto come uno dei maggiori poeti americani.
 La sorella minore, Renée una scultrice. Anche il padre David, dopo essersi ritirato dagli affari farà il pittore, con un discreto successo commerciale. Dal 1930 Diane frequenta la “Ethical culture school” a New York, e negli anni successivi la Fieldston School. A soli 14 anni conosce Allan Arbus, di cinque anni più anziano, all'epoca commesso da Russek's, e se ne innamora. Il rapporto non è ben visto dalla famiglia di Diane, ma lei lo sposerà appena compiuti i 18 anni, il 10 aprile del 1941.

 Tuttavia i Nemerov rimangono in buoni rapporti con la figlia. Il primo lavoro dei giovani sposi è un servizio fotografico pubblicitario per la catena del padre, i Grandi magazzini Russek's. Diane è considerata una ragazza molto dotata, ed è incoraggiata a prendere lezioni private di disegno. Ma pur di sposare Allan non esita a rifiutarsi di andare all'università. Durante la seconda guerra mondiale Allan fa il servizio militare lavorando come fotografo per l'esercito. Alla fine del 1944 Allan è in Birmania, il 3 aprile del 1945 nasce la figlia Doon Arbus. In quel periodo Diane è tornata a stare in casa dai suoi genitori.

Alla fine della seconda guerra mondiale Allan e Diane decidono di fare i fotografi, visto che nel '41 si erano già occupati brevemente di moda e Allan aveva accumulato una notevole esperienza come fotografo nell'esercito. All'inizio sembra che Diane si limiti a fare da assistente ad Allan. Lo studio comunque si chiama “Diane & Allan Arbus”. La Arbus studierà fotografia brevemente con Berenice Abbott nel 1947, poi con Brodovitch, nel 1955. Infine con Lisette Model, con cui studia nel 1956 e nel '57. In una intervista a Newsweek Diane racconta così la sua amicizia con la Model: “Finché non studiai con Lisette sognavo di far fotografie, ma non le facevo davvero. Lisette mi disse che dovevo divertirmi nel farlo...”. 

Le esperienze con Alexey Brodovitch, Art Direcor di Harper's Bazaar, alla New School for social research,  e con Berenice Abbott le sono state utili, ma i migliori risultati sono sicuramente dovuti all'insegnamento della Model. È proprio grazie all'esperienza con Lisette che Diane supera la sua timidezza e trova il coraggio di fotografare i soggetti che desidera. Il primo servizio pubblicato dalla coppia è del 1947, su Glamour. È un servizio sui pullover. Con Glamour lavoreranno spesso negli anni successivi, ma anche con le riviste “Seventeen” e “Vogue” Nel 1951 Diane e Allan lasciano per un anno il lavoro sulla moda per un viaggio in Europa. Il 16 aprile del 1954 nasce la seconda figlia Amy Arbus. Diane per il parto rifiuta l'anestesia, e si dice che abbia descritto la cosa come una delle migliori esperienze della sua vita. In questi anni Diane conosce un giovane fotografo, allora ai primi passi, un certo Stanley Kubrick

La sua prima pubblicazione è “The Vertical Journey”, sei foto pubblicate nel 1960 sulla rivista Esquire. A questo segue nel 1961 “The full circle” su Harper's Bazaar

 I suoi soggetti sono una scelta così inconsueta che viene pubblicata solo grazie all'insistenza di Marvin Israel, suo caro amico (e suo amante, secondo la biografia della Bosworth) che all'epoca è appena diventato art director per la rivista. Pare che Nancy White, redattore capo di Harper's Bazaar fosse contraria alla pubblicazione. [1] In effetti il risultato immediato fu qualche disdetta dell'abbonamento alla rivista. Va notato come entrambi i titoli sono anche raffinate citazioni di letteratura. “The vertical journey” del viaggio di “Alice nel paese delle meraviglie” e “The full circle” di Shakespeare (Il cerchio completo. Chi è colui che mi può dir chi sono?) Il 1962 è l'anno del passaggio alla Rollei, non senza qualche difficoltà iniziale. 

La Arbus sviluppa anche un nuovo filone di interesse, quello per i nudisti. Sempre nel '62 “Show” pubblica le foto di Mae West della Arbus, che sembra però non siano piaciute molto alla diva. Le difficoltà con i soggetti ritratti per i lavori su commissione, che non gradiscono affatto il modo con cui la Arbus li ritrae, saranno una delle costanti del suo lavoro. Nel 1963 Diane Arbus vince la sua prima borsa di studio della Guggenheim. In questi anni frequenta il famoso fotografo di moda Richard Avedon. Fra il '64 e il '65 Diane Arbus è spesso in giro per New York a fare fotografie, Il MOMA e le borse di studio del Guggenheim 1965-69 Nel 1965 il MOMA presenta tre fotografie della Arbus in una mostra dal titolo “Acquisizioni recenti”.

Nel 1970 prova la Pentax di un suo amico fotografo, Hiro. Ne rimane entusiasta, le proporzioni sono circa le stesse delle lastre 8x10 dei banchi ottici usati nelle foto di moda. Inoltre la visione attraverso il mirino le ricorda quella di “una grande 35mm”. Per poterla acquistare organizza un corso di fotografia a cui partecipano 28 allievi, fra cui troviamo anche Eva Rubinstein, figlia del grande pianista Arthur Rubinstein destinata a diventare anche lei una grande fotografa. La Arbus è ormai un mito fra i giovani fotografi.

 Fra gli ultimi soggetti della Arbus vi sono però anche le prostitute e i clienti di alcuni bordelli sadomaso. Di questi lavori sono noti solo pochi scatti. Ormai la depressione di cui ha sempre sofferto si è fatta più grave. Pare aver perso l'interesse nella fotografia. Anche il crescente carico di responsabilità connesso al successo sembra contribuire a schiacciarla. Il 26 luglio 1971 si suicida ingerendo una forte dose di barbiturici e tagliandosi i polsi nella vasca da bagno. La troveranno un paio di giorni dopo, con il corpo già in avanzato stato di decomposizione.


Nel 1972 inizia la consacrazione di Diane Arbus. Prima la Monografia della Aperture e poi l'esposizione delle sue foto alla Biennale di Venezia, una partecipazione decisa dalla Arbus poco prima della sua morte, la proiettano direttamente nell'olimpo dei grandi. Fra le grandi mostre della Arbus dopo la Sua morte ricordiamo solo “Diane Arbus Revelations” del 2004, che per la prima volta rende disponibile al pubblico una grande quantità di documenti biografici e molte foto precedentemente mai pubblicate.

Fotografie famose 



Le fotografie per cui la Arbus è oggi maggiormente conosciuta sono quelle che ritraggono gli esseri umani nella loro diversità, nello scostarsi dalla "normalità" data per scontata, una normalità a volte messa in discussione dalla stessa natura a volte da scelte personali. Il suo approccio tuttavia non è mai voyeuristico, anzi, la consapevolezza della diversità non sminuiva i suoi soggetti, come avrebbe potuto avvenire facilmente. Nella maggior parte dei suoi ritratti i soggetti si trovano nel proprio ambiente, apparentemente a proprio agio; invece, è lo spettatore che è messo a disagio dall'accettazione del soggetto del proprio essere "freak". Negli anni sessanta ricevette due borse di studio[1] dalla Fondazione Guggenheim e insegnò fotografia in diverse scuole a New York e Amherst negli ultimi anni della propria vita. In seguito a sempre più frequenti crisi depressive, si tolse la vita il 26 luglio 1971.
La Arbus prediligeva le macchine fotografiche reflex medio formato che davano foto quadrate. Molte sue fotografie sono apparse su riviste come Harper's BazaarEsquire e The Sunday Times. Ha studiato per molto tempo con l'amico Richard Avedon.
Nel 2006 Nicole Kidman ha interpretato la fotografa nel film Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus diretto da Steven Shainberg. La storia (inventata) si propone di mostrare come Diane abbia potuto apprezzare il mondo della diversità entrando gradualmente nel mondo dei freaks.





“She come to them”
____________________________________________________________ 
È proprio questo che segna maggiormente lo stile della Arbus “She come to them”, Lei andava da loro, e quando qualcosa nella scena non andava bene non era la scena ad essere modificata, ma la fotografa ad adattarsi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Orchidee di carta, fai da te.

Girando il web mi è capitato di imbattermi in un blog molto carino che racconta come realizzare fiori di carta!  Quale donna non ama i fiori?!?Sì, d'accordo esistono quelle che dicono che  non amano i fiori, ma... io credo non le credo!(: Mentono!! Sono rimasta folgorata dalla grazia e dalla veridicità di queste piccole creazioni, sono realizzate con della semplice carta, per i più esperti del design ci sono varie carte da poter utilizzare per avere un risultato più efficace, ma di sicuro un foglio da stampante A4 va bene per tutti! Vediamo insieme come si realizzano! Per facilitare il lavoro vi alleghiamo a fine pagina i pdf da poter scaricare, stampare a casa vostra, ritagliare e assemblare!
Auguro a tutti un buon lavoro, Angela.
Fatemi sapere!!!





Seguite i semplici passi qui sotto!





Ecco il risultato finale!



Ecco le immagini da stampare: Questo sarà il retro delle vostre orchidee rosa.

Ecco l'orchidea bianca! Ovviamente essendo il foglio da stampa bianco non avrete bisogno di…

Octopus teeS : Le Innovative t-shirt disegnate da Giorgio di Salvo

Di sicuro avete riconosciuto la grafica del polpo… Sì, è la Octopus di VNGRD disegnata da Giorgio di Salvo.


Il designer milanese è diventato parte integrante del team IUTER, per la quale ha disegnato diverse grafiche, tra cui   la linea Uppercut, la capsule collection che contiene le perle di IUTER. Il famoso brand per la stagione Spring/Summer 2013 IUTER presenta OCTOPUS: un nuovo concept-brand creando una  capsule collection prendendo un "animale" poco visto in giro, ma molto d'effetto, si, il polpo o polipo , a dir si voglia. Caratterizzata da una grafica tentacolare, stampata in all-over sulla parte superiore di felpe con cappuccio e magliette, OCTOPUS è stata e rimane una delle più apprezzate grafiche proposte in ambito street degli ultimi dieci anni, con riconoscimenti internazionali firmati da Complex e dalle principali testate di settore.
Il segno applicato su magliette e felpe crea un effetto davvero dinamico e creativo, davvero un must have per essere cool quest…

Le Stanze dell' Eros di Milo Manara

Ospite con le sue opere dedicate all'eros e al mondo Femminile, Milo Manara, celeberrimo Artista Fumettista Veronese, approda al Palazzo delle Arti di Napoli con la sua Mostra: "Le Stanze del Desiderio". Nelle mie storie il potere  e non solo della seduzione è sempre in mano alle donne - dichiara Milo Manara- Penso che, sia sul piano morale che fisico, le donne superino l’uomo in bellezza e potenzialità. L’umanità farà un passo in avanti decisivo quando sarà governata da donne. Naturalmente noi in Italia arriveremo per ultimi anche a questo traguardo… Parliamo delle opere di Milo Manara, maestro veronese della Nona Arte,   ospite con la mostra “- Le stanze del Desiderio”, presso il Palazzo delle Arti di Napoli – che sancisce la collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con cui continua una proficua partnership. "Il PAN continua a caratterizzarsi come luogo privilegiato per i diversi linguaggi del contemporaneo e per gli arti…