martedì 10 luglio 2012

VAGINA che Bijoux!!

Sexy Jewels

La vagina è da sempre l'oggetto più rappresentato dagli artisti di tutto il mondo.
Nè è una prova vivente l'artista Morgana Orsetta Ghini, giovane artista che lavora a Pietrasanta e ha al suo attivo mostre in tutta Italia e all'esteroche ne ha fatto il motivo ispiratore delle sue opere.



        Cuscini

Cuscini di Morgana Orsetta Ghini.
    Gioielli
Gioielli di Morgana Orsetta Ghini.


Scultura in vetroresina
Scultura in vetroresina.

Sculture in ferro
Sculture in ferro.

Morgana Orsetta Ghini
La scultrice Morgana mentre realizza un'opera.



È ciò che rende donna una donna ed è ciò che fa di Morgana Orsetta Ghini un'artista unica. La vagina. È lei il motivo ispiratore, l'unico, di questa giovane scultrice nata nel 1978 e diplomatasi nel 2001 a Carrara. Al suo attivo ci sono già mostre collettive e personali, in Italia e non solo. Ovunque lei porta nuove interpretazioni di quello che è diventato il filo conduttore della sua produzione, il nucleo della sua riflessione artistica.
A cambiare sono solo i materiali, marmo, ferro, oro e argento per piccoli deliziosi gioielli, stoffa, gesso o vetroresina. La vagina è per Morgana Orsetta Ghini un mondo intero o meglio, come già aveva inteso Gustave Courbet, l'origine del mondo: ciò da cui tutto arriva.
Ma come si decide di fare della vagina un'opera d'arte?
«Tutto è cominciato davvero per caso, quando ero ancora all'Accademia. Durante le copie dal vero, con la modella nuda, era la parte più vicina a me, quella che vedevo meglio. Mi sono resa conto che man mano i miei lavori si riducevano a quel particolare. Mostrando poi i miei disegni, sfogliando un rotolo infinito di vagine, i commenti che suscitavo erano imbarazzati o allusivi. Qualcuno ha anche ipotizzato che fossi lesbica perché le ritraevo. Mi ha sorpreso che opere che nulla avevano di erotico o esplicitamente sensuale facessero discutere in quel modo. Ho voluto quindi approfondire questo tema soprattutto sviluppando il suo legame con la nascita e la vita».
I cambiamenti nell'uso dei materiali ne modificano sensibilmente aspetto e carattere.
«È vero e su questo si svolge la mia riflessione artistica. Il marmo paradossalmente le conferisce un aspetto più morbido, mentre l'uso del ferro mette maggiormente in risalto l'aggressività».
E dalle sculture maxi si passa a quelle "portatili", ovvero ai gioielli. Orecchini, ciondoli e anelli per portare in giro, con orgoglio, la vagina. Anche Arisa, al Festival di Sanremo ne sfoggiava uno (ne ha parlato a Le invasioni barbariche intervistata da Daria Bignardi).
Ma perché si sceglie di mettere al collo o al dito una vagina?
«Ho osservato le reazioni di chi veniva ad acquistare questi gioielli e ho cercato di capire le motivazioni. Certo all'inizio c'è un po' di ritrosia, qualche giustificazione, ma le donne si sono sempre dimostrate, prima di ogni altra cosa, orgogliose di portare al dito o addosso una vagina. Dopotutto è ciò che ci caratterizza. C'è anche una parte di giocosità e divertimento nell'indossare questi gioielli ma, posto che ormai le donne non ritengono di dover dimostrare più nulla riguardo alla loro femminilità, è soprattutto l'espressione del desiderio di dirsi donne nel modo più autentico e naturale».
Si può dire che tu hai fatto con la scultura e l'arte ciò che "I monologhi della vagina" hanno fatto a livello letterario e teatrale? Ovvero, innanzitutto, sdoganare un termine, vagina, parola che spesso non si ha il coraggio di pronunciare?
«Sì, in qualche modo è vero. Io alla fine preferisco chiamarla vagina, molto meglio di altri vezzeggiativi e nomignoli che dimostrano imbarazzo per ciò che imbarazzo non dovrebbe suscitare».
A cosa stai lavorando ora?
«A Pietrasanta mi sto occupando di una serie di acquasantiere per una mostra. Ancora una volta rimanderanno al tema della vagina. Sto sperimentando l'utilizzo della ceramica raku solo in bianco e nero e l'effetto molto crepato che si riesce a ottenere. Sembra che queste acquasantiere siano vuote, in realtà nascondono l'acqua, ovvero la vita».


Tr.

The vagina is always the object as represented by artists from around the world.Neither is a living proof of the artist Morgana Orsetta Ghini, a young artist who works in Pietrasanta has to his credit and exhibitions throughout Italy and all'esteroche made ​​it the inspiration of his works.


This is what makes a woman a woman and that is what makes an artist unique Morgana Orsetta Ghini. The vagina. She is the inspiration of the unique, this young sculptor born in 1978 and graduated in 2001 at Carrara. To his credit, there are already solo and group exhibitions in Italy and beyond. Wherever she brings new interpretations of what has become the leitmotif of his work, the core of his artistic thought.

To change only the materials, marble, iron, gold and silver for small delicious jewelry, fabric, plaster or fiberglass. The vagina is Morgana Orsetta Ghini a whole world, or rather, as he had intended Gustave Courbet, the origin of the world: that from which everything comes.


But who decided to make the vagina a work of art?
"It all really started by accident when I was at the Academy. During the copies from the truth, with the nude model, was the part closest to me, that I saw better. I realized that as my work is reduced to that particular. Then showing my drawings, flipping through an endless roll of vaginas, the comments were suscitavo embarrassed or allusive. Some even assumed that I was a lesbian because ritraevo. I was surprised that works that were in no way explicitly erotic or sensual did discuss that. I then wanted to pursue this issue in particular by developing its ties with the birth and life. "
The changes in the use of materials about a distinct change appearance and behavior.
"It's true about this place is my artistic reflection. The marble paradoxically gives a softer, while the use of iron puts greater emphasis on aggression. "
And the giant sculptures will go to those "portable", or jewelry. Earrings, pendants and rings to carry around with pride, the vagina. Even Arisa, the Festival of Sanremo he sported one (he has spoken to The Barbarian Invasions interviewed by Daria Bignardi).


But why did you choose to put your neck or finger a vagina?
"I have observed the reactions of those who came to buy these jewels and tried to understand the motives. Certainly the beginning is a bit 'of shyness, some justification, but women have always demonstrated, first of all, proud to bring him the finger or a vagina. After all, is what characterizes us. There is also a part of playfulness and fun of wearing these jewels, but, given that women now do not feel they have to prove anything about their femininity, it is primarily the expression of the desire to say women in the most authentic and natural '.


You can say you've done with the sculpture and the art that "The Vagina Monologues" have done in literature and theater? That is, first, a clear deadline, vagina, words that often do not have the courage to say?
"Yes, to some extent is true. I prefer to call it the end of the vagina, much better than other pet names and nicknames that show embarrassing embarrassment for what should not stir. "


What are you working on now?
"In Pietrasanta I am working on a set of fonts for a show. Once again postpone the issue of the vagina. I'm experimenting with the use of ceramic raku only in black and white and very cracked the effect that you can get. It seems that these fonts are empty, in fact hide the water, that of life. "



giovedì 23 febbraio 2012

BOHèMIEN, ARTISTICO E CHIC: E' LO STILE MARNI.

Text: Angela Acanfora



BOHèMIEN, ARTISTICO E CHIC: E' LO STILE MARNI PENSATO DALLA RISERVATA CONSUELO CASTIGLIONI. Prossimamente su H&M!

Ecco in anteprima il video della prossima collaborazione tra il brand high fashion 'MARNI'  e il colossal del low fashion 'H&M'!
-------------------STAY TUNED!------------------



Eh già! Dietro lo stile Marni ci sn le mani di Consuelo Castiglioni, che da diversi anni ha intensificato l'attività del marito Gianni, creando uno dei marchi più intellettuali della Moda. La stilista di origini svizzero-cilene non avrebbe mai pensato di disegnare una collezione per  il brand low cost, H&M.
Il suo è un percosro per pochi eletti che la scelgono per il suo stile "boho-art-chic".
L' eccezione alla regola sarà l'8 marzo quando H&M svelerà nei suoi 260 store del mondo un'edizione limitata Marni, per far felici le giovani, le stesse che chiedono in prestito i capi all e loro mamme con "un' eleganza silenziosa".
L'ispirazione della collezione nasce dai pois Bauhaus che unisce alle stampe tribali, e accostamento di colori caldi della terra.
Ecco qui per voi lo strepitoso video diretto da Sofia Coppola.




          

 

giovedì 2 febbraio 2012

Erno Laszlo New York came back!

Text: Angela Acanfora




Dopo un lungo periodo di assenza dal campo del maquillage, torna ERNO LASZLO New York, il marchio delle dive, da Audrey Hepburn a Greta Garbo.
La prima novità è Hollywood Collection, lussuosa linea viso ispirata alle iconedel passato: MorningBeauty Rescue è il gel illuminante con pietre preziose omaggio a Marilyn Monroe.



UNA NOTTE E MEZZO AL MUSEO


 Text: Angela Acanfora
Prada presenta 24 Hours Museum, il progetto in collaborazione con Francesco Vezzoli e Studio Amo che aprirà a Parigi il 24 gennaio per chiudere il giorno dopo.
 Questo il progetto presentato da Prada e firmato da Francesco Vezzoli, artista concettuale italiano che gioca con allusioni sessuali e oggetti kitsch, in collaborazione con lo studio AMO di Rem Koolhaas, che trasformerà gli interni di Palais d'Inèa, a Parigi - antico edificio neoclassico, adibito oggi a riunioni politiche - in un museo aperto e visitabile per un solo giorno. Pareti mobili, collage digitali, riproduzioni fotografiche, statue classiche che si colorano di luci psichedeliche trasformandosi in vestali della disco music, daranno vita a sculture ironiche e contemporanee. L'allestimento della mostra-lampo sarà curato dall'archistar danese Rem Koolhass, lo stesso che ha ideato la spoglia, ma evocativa ambientazione della sfilata di domenica scorsa a Milano di Prada. Un concentrato di arte in sole 24 ore, che proporrà tre momenti distinti, ognuno ispirato a un particolare tipo di spazio museale: storico, contemporaneo e dimenticato. Tre momenti funzionali alla sequenza di eventi che scandiranno le 24 ore e che occuperanno punti diversi del palazzo. Vezzoli promette un'esibizione che unisce il classico marmoreo  al mondo delle celebrities.

 L'istallazione in puro stile pop-up concepita dall'artista per Prada, un museo immaginario che prenderà vita da martedì 24 gennaio fino a mercoledì 25. Un concentrato di arte  che proporrà tre momenti distinti, ognuno ispirato a un particolare tipo di spazio museale: storico, contemporaneo e dimenticato. Tre momenti funzionali alla sequenza di eventi che scandiranno le 24 ore e che occuperanno punti diversi del palazzo. Vezzoli promette un'esibizione che unisce il classico marmoreo  al mondo delle celebrities.

Il percorso partirà dallo spazio centrale, concepito come una grande gabbia metallica di griglie e neon che ospiterà l'opera principale, fino a diramarsi nei tre ambiti. L'idea dell'artista è quella di creare un "museo che non c'è", come omaggio all'eterno femminino; "le mie icone, diventate sculture, poggiate su marmorei piedistalli", spiega Vezzoli. Per questo colloca in cima alla scalinata, epicentro dell'edificio, una grandiosa scultura femminile, personalizzandola con le sembianze di una misteriosa divina.

 The Guardian è il suo nome e vuole illuminare la stanza come "qualcosa che potresti trovare per la strada, in viaggio verso un bordello a Las Vegas". È la celebrazione di un rito collettivo di visite, red carpet, complessi d'Edipo e visioni notturne. Prada interviene per realizzare un nuovo progetto di sperimentazione linguistica e visiva, come un palcoscenico di una grande festa barocca, contaminata da arti visive, consumismo e spettacolo. Non è la prima collaborazione tra l'artista e la maison, ma certamente non deluderà nessuno. Scopo del progetto è infatti quello di far sorridere i visitatori, perché "le persone sono infelici ai giorni nostri, e se riuscirò a strappargli una risata nella mia disco-scultura, vorrà dire qualcosa", spiega Vezzoli.







QUANTI << SFIGATI >> AL GOVERNO!


Chissà se il viceministro del lavoro Michel Martone, con il suo "sfigato chi non si laurea", sapeva che sarebbero fischiate le orecchie anche a molti politici.
I parlamentari ad esempio nella prima legislatura, datata 1948, i laureati in Parlamento erano il 91%, oggi il 68,2%.
Per non parlare degli amministratori locali: il 19% ha la terza media e il 2% APPENA LA SCUOLA ELEMENTARE, e i laureati sono il 40%.
Eppure come si legge in Classe dirigente( di Tito Boeri, Antonio Merlo, Andrea Prat, Università Bocconi Editore), le loro retribuzionisono aumentate, in termini reali, del 10% in 60 anni.
Se nel <<governo dei professori>>, ministri  e viceministri sono tutti plurilaureati, ecco "gli sfigati" ce ci guidano!
Cordialmente, 
Angela Acanfora.

Alla Villa Cortese di Terzigno casting di moda, cinema e musica

Alla Villa Cortese di Terzigno casting di moda, cinema e musica il 20 giugno promosso da Mondo Eventi Campania   Dopo il lungo periodo di qu...