martedì 16 ottobre 2012

Joji Kojima Jewelry

Joji Kojima Over-the-top dei glamour designer in Giappone, crea una serie di gioielli macabri!

Non contento del solo e semplice semplice modo di intendere il "macabro", Joji basa le sue creazioni pesantemente ingioiellate, su riferimenti barocchi e over-the-top del feticismo, con un tipo di lavorazione artigianale di solito riservata.La sua produzione spazia molto da catena d'oro sfavillante a muso di coniglio e cappelli fatti di denti cristallizzati.

Nato in California, Kojima ha studiato graphic design alla Tama Art University, affinando il suo talento mentre assisteva il marchio moda, Yoshiko Creation Paris.
Il brand diventa importante quando Lady Gaga ha fatto un'apparizione ospite su Music Japan indossando un copricapo nero a ombrello di Yoshiko dal titolo "B-612" (dalla raccolta Le Petite Prince)." Più tardi quando Kojima introdusse il brand all'Hotel Gluttony, la celebrità Lady Gaga aiutò a catapultarlo nel successo,
indossando la sua maschera di maglia di catene sulla copertina del suo album "The Fame Monster".





venerdì 12 ottobre 2012

Vans Campbell Rulez!




Ogni giorno mi stupisco più innovazione nelle calzature. Non si dice perché ha subito una notevole evoluzione nello stampaggio scarpa e forma, che è sicuramente quasi tutta composta, ma continuano a sorprendere in tutta comodità e, soprattutto, l'estetica. Oggi abbiamo visto scarpa stampa tutti i colori possibili e tutto, e oggi dobbiamo aggiungere a questi un altro .
Il famoso marchio Supreme ha realizzato una nuova collezione di scarpe per le Vans marchio sotto il nome dellacollezione Vans Campbell Soup, che, come dice il nome, si ispirano al mitico quadro di Andy Warhol lattine di zuppa Campbell, che molti li porterà ai loro figli.

Vans Campbell's Soup Collection
All'interno di questa piccola linea abbiamo trovato due tipi di calzature. Come ben si vede nelle immagini, sono realizzati in due modelli: la sneaker classica da un lato e dall'altro la scarpa alta alla caviglia per coloro che preferiscono andare con la scarpa più legata al piede. Inoltre, all'interno di queste due diverse versioni si possono trovare due colori: bianco e nero e se modificare l'aspetto della scarpa solo bisogno di cambiare il colore dei lacci.
Non sono ancora in vendita ma si prevede di lanciare in primavera ed estate di quest'anno.


tr.




Every day I am amazed more innovation in footwear. You do not say because it has undergone a remarkable evolution in the shoe molding and form, that is certainly almost all made up, but continue to surprise in comfort and, above all, aesthetics. Today we saw shoe prints all possible colors and everything, and now we must add to these another.


The famous brand Supreme has designed a new collection of shoes for the Vans brand under the name of the collection Vans Campbell Soup, which, as the name suggests, are inspired by the mythical picture of Andy Warhol's Campbell's soup cans, which many will take them to their sons.


Vans Campbell's Soup Collection

Within this small line we found two types of footwear. As we can see in the pictures, are available in two models: the classic sneaker from either side of the high ankle shoe for those who prefer to go with the shoe tied to the foot. Moreover, within these two different versions can be found in two colors: black and white and whether to change the look of the shoe just need to change the color of the laces.

Are not yet for sale, but is expected to launch in the spring and summer of this year.




mercoledì 26 settembre 2012

_Meeting Giuseppe Greco _



Giuseppe Greco, classe '79, napoletano, il suo approccio alla fotografia inizia a 6 anni. Successivamente matura questa passione grazie anche agli studi in Architettura.
 Attualmente collabora  con diverse agenzie italiane ed estere; GETTY IMAGES, SIMEPHOTO e CUBO IMAGES.
Sono stati pubblicati suoi scatti  in diverse  riviste italiane specializzate nel settore dei viaggi e fotografia di interni come: Bell'Italia, Tu Style, Io Donna, Donna Moderna, Yacht & Sail, Atmosfere d'Italia.
É senza dubbio uno dei nostri fotografi italiani preferiti e non ci siamo fatti scappare l’opportunità di fargli qualche domanda sul suo lavoro e sui prossimi progetti che lo vedranno protagonista. Ecco cosa ci ha raccontato.



- Che cos'è per te la fotografia.

Per me la fotografia e' raccontare attraverso immagini storie,emozioni,passioni.La fotografia credo che semplicemente sia un racconto della realta' che ci circonda,e chi sa fotografare,sa dire,parlare attraverso un 'immagine.


- Qual è stato il primo corpo macchina utilizzato e l'attuale.

Il primo corpo macchina usato e' stata una 400d Canon, attualmente lavoro con una Canon Eos 5d ed una 5d Mark II.


- Quali ritieni siano i principali elementi della tua ricerca, del tuo stile.
I principali elementi dei miei lavori sono il paesaggio in chiave onirica e minimalistica e le geometrie che ricerco assiduamente nei miei lavori. 
Credo che con le immagini si deve cercare di raccontare e rappresentare tutto ciò che ci circonda con uno stile che sia riconoscibile e attragga l'attenzione di chi guarda. Accetto sempre con autocritica un giudizio negativo in quanto ritengo che dai pareri negativi si debba partire per migliorarsi sempre.


-Negli allestimenti delle tue mostre ti rivolgi spesso anche ad altri professionisti : un bravo fotografo, dunque, è anche capace di lavorare in équipe?
Per quanto concerne una mostra o un allestimento cerco di curare per quanto possibile tutti gli aspetti,ma a volte mi e' capitato di rivolgermi anche ad altre professionalità per degli aspetti specifici; in ogni caso credo che in questo caso possa essere appropriato un lavoro di equipe.


- Cosa pensi del momento attuale della fotografia? Da una parte, sembra conquistare sempre più spazi di visibilità, le mostre, attirano migliaia di visitatori. Dall'altra, si fa la solita fatica nel lavoro quotidiano: le immagini guidano spesso le scelte delle riviste, ma i budget, dicono, sono quelli che sono. Tu cosa pensi.
Il momento che stiamo vivendo per quanto concerne la fotografia e' molto complicato,e questo naturalmente non sono io a dirlo,tutti ormai possono accedere facilmente alla fotografia,e questo in realta' credo sia positivo,ma troppo spesso ormai si vedono troppi fotografi e poche fotografie.
Bisognerebbe che ci sia maggiore autocritica e piu' richiesta di professionalità anche da parte dei fruitori.




- Poi c'è la committenza privata o pubblica. Qual è la tua esperienza.

Riallacciandomi al discorso di prima dico che la committenza potrebbe far cambiare la storia,ma purtroppo non e' così.

Spesso e volentieri si cerca di speculare su giovani inesperti e poco professionali svilendo purtroppo la professione.


- A quale gruppo o generazione di fotografi, se ce n'è uno/a, pensi di appartenere. Riconosci qualche maestro, qualche modello di riferimento?

Non credo di poter dare una definizione di gruppo o generazione di fotografia  cui appartengo,ma come riferimenti da citare credo ci siano Steve McCurry che ritengo il migliore fotografo in senso assoluto,George Steinmetz per le sue immagini aeree.


- Quanto è importante per te la tecnica.
La tecnica, non credo sia indispensabile per poter raccontare e quindi fotografare, anche se tutto e' cambiato col digitale, come nella realta', tutto va in modo piu' veloce e tutto si racconta probabilmente in modo diverso. 
Credo che un buon mix di sensibilita' e tecnica sia l'optimum.



   - Prediligi il bianco e nero, ma usi anche il colore...o viceversa?

Nei miei lavori prediligo decisamente “il colore”, ma non disdegno di usare il bianco e nero qualche volta, dipende dal lavoro.





- Tra i tuoi lavori, quale ti piace citare in particolare.
In particolare tra i lavori che preferisco di sicuro ci sono come gia' ho accennato in precedenza, quelli di paesaggio e nello specifico una serie di lavori sul mare d'inverno.





- Utilizzi solo le potenzialità del digitale o usi anche la pellicola?
Prediligo per il mio lavoro il digitale e uso anche polaroid. No, pellicola non ho ancora avuto approcci. ho da subito approcciato con una digitale...


 - A cosa stai lavorando adesso.
In questo periodo sto progettando una mostra che faro' in inverno sulla mia isola (Ischia) e ad un progetto di foto paesaggistica con polaroid.
















 

    Contacts:

domenica 16 settembre 2012

Strange Edible Rings




Di sicuro un cesto di frutta vecchia e secca non fa un bella scena al centro della tavola, ma può fare tutt’altro effetto se porterete al dito bucce d’arancia o mela, banana disidratata e chissà che altra frutta come fosse andata a male, ma recuperata in chiave artistica.
È la proposta di Cathy from La Prochaine Fois che ha ideato gioielli di frutta disidratata servendosi proprio di scarti di mela, pera, banana, arancia. Tagliandoli a fettine, essiccandoli e poi dando loro la forma di fiori o ghirlande crea anelli, collane, monili per adornarsi con gioielli decisamente insoliti e d’effetto.
Purtroppo la vita di questi piccoli capolavori è molto breve solo due giorni, ahimè...ma questi sono solo dettagli, sono accessori che puntano sull'effetto non sulla durata... 
Ma voi li indossereste?

Mela verde
Gioielli di frutta di Cathy from La Prochaine Fois

Arancia

Mela Rossa

Barbabietola

Pera

Kiwi
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Prugna
fruitrings01


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Certainly a basket of fruit and dry old does not make a good scene in the middle of the table, but can effect anything if you bring your finger orange peel or apple, dried banana and who knows what other fruits like rotten, but recovered in artistic.
This is the proposal by Cathy from The Prochaine Fois who designed jewelry dried fruit using just scraps of apple, pear, banana, orange. Cut them into slices, drying them and then giving them the shape of flowers or garlands creates rings, necklaces, jewelry to adorn themselves with jewelry decidedly unusual and striking.
Unfortunately, the lives of these small masterpieces is very short only two days, unfortunately ... but these are just details, they are accessories that link does not effect the duration ...
Do you you wear them?





sabato 8 settembre 2012

Orchidee di carta, fai da te.

Fai da te di carta Orchid Flower

Girando il web mi è capitato di imbattermi in un blog molto carino che racconta come realizzare fiori di carta! 
Quale donna non ama i fiori?!?Sì, d'accordo esistono quelle che dicono che  non amano i fiori, ma... io credo non le credo!(: Mentono!!
Sono rimasta folgorata dalla grazia e dalla veridicità di queste piccole creazioni, sono realizzate con della semplice carta, per i più esperti del design ci sono varie carte da poter utilizzare per avere un risultato più efficace, ma di sicuro un foglio da stampante A4 va bene per tutti!
Vediamo insieme come si realizzano!
Per facilitare il lavoro vi alleghiamo a fine pagina i pdf da poter scaricare, stampare a casa vostra, ritagliare e assemblare!

Auguro a tutti un buon lavoro,
Angela.

Fatemi sapere!!!
              

              Come fare una carta Orchid



Seguite i semplici passi qui sotto!

              Fai da te di carta Orchid Tutorial




Ecco il risultato finale!

              Carta Orchid stampabile Template


Ecco le immagini da stampare:
Questo sarà il retro delle vostre orchidee rosa.


Ecco l'orchidea bianca! Ovviamente essendo il foglio da stampa bianco non avrete bisogno di attaccarci nulla  dietro.





tr.


Turning the web I happened to run into a very nice blog that tells how to make paper flowers!
What woman does not love flowers?! Yes, agree there are those who say they do not like flowers, but ... I believe I do not believe! (: lie!
I was struck by the grace and truth of these little creations are made with regular paper, for the more experienced of design there are several cards that you can use to have a more effective, but certainly a sheet of A4 printer is fine for everyone!
Let's see how true!
To facilitate the work we attach to bottom you can download the pdf, print at home, trim and assemble!

I wish you all a good job,
Angela.

Let me know!

Fai da te di carta Orchid Tutorial


Print these images
Pink orchid back


This is the white orchid!
 Obviously being the printed sheet white you will not need to attack anything behind.



Good work!

Thanks to www.ellinee.com


giovedì 6 settembre 2012

Intervista a Bert Stern, l' ultimo fotografo di Marilyn Monroe.




E’ il 1962, Stern scatta 2.571 foto alla diva all’hotel Bel-Air di Hollywood, durante tre giorni di lavoro. La rivista Vogue selezionerà fra i tanti scatti 8 di esse che verranno pubblicate a pochi mesi dal set, dopo la morte dell’attrice, avvenuta nell’agosto dello stesso anno. Il lavoro completo verrà poi pubblicato nel libroMarilyn Monroe The Complete Last Sitting che Stern darà alle stampe nel 1992, a 30 anni dalla scomparsa della diva. 

E’cambiata la sua opinione sulle donne dopo aver fotografato Marylin Monroe?
Marilyn era donna in tutto e per tutto. Sono sempre stato del parere che le donne siano un po’ pazze e quando si parla di quest’aspetto, il mio parere è che si comportava semplicemente in modo femminile.

Com’è stato possibile realizzare quegli ultimi scatti?
Mi si presentò l’occasione di scattare quelle foto per via dei problemi che stava attraversando in quel particolare periodo; in condizioni normali sarebbe stato un personaggio fuori della mia portata. In quel periodo però aveva parecchi problemi con gli uomini, con il cinema, con il lavoro e probabilmente era più disponibile per i servizi fotografici. Pensavo che quella sarebbe stata un’occasione unica, che non l’avrei mai più fotografata. In un certo senso abbiamo rifatto la seduta, perché le prime foto non furono usate, anche se erano le più belle; sono state pubblicate solo vent’anni dopo, nel libro “The Last Sitting”. Ma allora Vogue le rimandò indietro, non le volle come foto di moda.

Cosa ricorda di Marilyn?
Era di una bellezza naturale incredibile. Ero sbalordito da quanto fosse bella e anche da quanto fosse naturale la sua voce. Lei si sforzava di “fare Marilyn Monroe”. Marilyn Monroe era una sua creazione. Era avvolta da un’aura che resiste ancora oggi. È interessante questa cosa. Non mi so spiegare il perché di questa sua popolarità… è come un mito. Era una grande modella. Guardando le foto ci si rende conto di quante idee tirasse fuori.

Qual è lo scatto più bello che ritiene di aver fatto a Marilyn?

                                                                     
Edward Steichen, Greta Garbo

Ho sempre ammirato il ritratto di Greta Garbo del fotografo Edward Steichen, quello dove ha le mani sul viso. L’ho sempre considerato in assoluto il più bel ritratto di una diva del cinema. Il mio desiderio agli inizi della carriera era riuscire a fare una foto in bianco e nero altrettanto memorabile. Per me la più rappresentativa è quella in cui ha la mano sinistra – mi pare sia la sinistra – sollevata in alto… È un piano ravvicinato, preso dall’alto.

Cosa provò quando apprese della sua morte?
Ne fui sorpreso della sua morte, non me l’aspettavo. Mi trovavo a Long Island. Stavo andando da Sag Harbor, a nord, a East Hampton, per un brunch con alcuni amici e avevo la radio accesa in macchina. Rimasi sorpreso, ma non troppo.

Come sono nati gli scatti che poi lei ha chiamato Crocifissione?
In pratica, finita la sessione, lei chiese di vedere le foto – o furono i suoi addetti stampa a dirmi che le voleva vedere -. Le mandammo alcune delle foto a colori e tutte quelle in bianco e nero, i provini. Quelle a colori erano circa la metà di quelle scattate. Marilyn le esaminò tutte e fece un segno sopra quelle che secondo lei non erano sufficientemente perfette, forse perché la linea dell’eye-liner era un po’ storta… i veri motivi non li ho mai saputi.

                                               
                                                Bert Stern, Crocifissione

Quelle foto le misi da parte. Non pensavo di pubblicarle né di darle a Vogue, perché Marilyn ci aveva fatto un segno sopra. Poi però l’art director della rivista Eros le vide e le trovò magnifiche, secondo lui meritavano di essere stampate. Io gli dissi che non me la sentivo di farlo per conto mio, così chiamammo gli eredi (lei nel frattempo era morta) affinché vedessero le foto e decidessero se pubblicarle. Le trovarono molto belle e quindi dissero che andava bene. Ha un forte valore simbolico quella croce che ha fatto su se stessa. Il tocco artistico è il suo: quella croce l’ha fatta lei. L’ho trovato un gesto molto esplicito… e simbolico. È diventata una foto memorabile. 

Cosa sono le donne per lei?
Non esiste nulla di simile alla donna. La donna è la più grande creazione di Dio.



                                           





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In the 1962, Stern  clicks 2571 pictures at the hotel Bel-Air diva of Hollywood, during three days of work. Vogue magazine will select among the many shots 8 of them to be published a few months after the set, after the death of the actress, in August of the same year. The complete work will be published in libroMarilyn Monroe The Complete Last Sitting Stern give to the press in 1992, 30 years after the death of the diva.

How do you change his opinion on women after having photographed Marilyn Monroe?
Marilyn was a woman in every way. I've always been of the opinion that women are a bit 'crazy and when it comes to this aspect, it is my opinion that he acted simply in a feminine way.


How was it possible to make those last few shots?
I was presented with the chance to take these photos because of the problems he was going through at that particular time, under normal circumstances would have been a character out of my reach. But at the time had a lot of problems with men, with the cinema, with work and was probably more available for photo shoots. I thought that this was a unique opportunity that I would never photographed. In a sense we have redone the session, because the first photos were not used, even though they were the most beautiful, were not published until twenty years later, in "The Last Sitting." But then Vogue sent back, not wanted as fashion photography.

What do you remember about Marilyn?
It was an incredible natural beauty. I was stunned by how beautiful she was and also by how natural her voice. She tried to "make Marilyn Monroe." Marilyn Monroe was his creation. It was surrounded by an aura that still stands today. It is interesting that. I do not know how to explain the reason for its popularity ... this is like a myth. It was a great model. Looking at the pictures you realize how many ideas pulled out.


What is the most beautiful shot that feels he has done a Marilyn?                                                                                           
 I have always admired the portrait of Greta Garbo photographer Edward Steichen, the one where he hands over his face. I've always considered by far the most beautiful portrait of a movie star. My desire early in his career was able to take a picture in black and white just as memorable. For me, the most representative is the one in which he has his left hand - I think both the left - up high ... It's a close-up, taken from above.


What did you feel when he learned of his death?
I was surprised by his death, I did not expect. I was in Long Island. I was going to Sag Harbor, north to East Hampton for a brunch with some friends and I had the radio on in the car. I was surprised, but not too much.


How did the shots then she called the Crucifixion?
In practice, after the session, she asked to see the photos - or were his press officer told me that he wanted to see -. We sent some of the color photos and all in black and white specimens. Those colors were about half of those taken. Marilyn examined them all and made a sign above the ones that you think were not perfect enough, perhaps because the line was a little eye-liner 'wrong ... the real reasons I've never knew.
                                                
Those photos put them aside. I did not think to publish them or to give them to Vogue, because Marilyn had made a mark on it. But then the art director of the magazine Eros saw them and found them beautiful, according to him deserved to be printed. I told him that I did not want to do it on my own, so we called the heirs (she had since died) that saw the photos and decide whether to publish them. Found them to be very nice and so they said that was fine. It has a strong symbolic value that cross that has made over herself. The artistic touch is his: the cross has made her. I found it a very explicit ... and symbolic gesture. It has become a memorable photo.

What are women for you?
There is nothing like the woman. 
The woman is the greatest creation of God.




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Alla Villa Cortese di Terzigno casting di moda, cinema e musica il 20 giugno promosso da Mondo Eventi Campania   Dopo il lungo periodo di qu...